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IL PATRIMONIO "NASCOSTO" DEL LAGO - II laboratorio
Autore Antonella
Lunedi - Novembre 17, 2014 18:36
IL PATRIMONIO
Conosco delle barche
Che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
(Jacques Brel)


Continuano i laboratori didattici del nostro Centro Ricerche nel progetto IL PATRIMONIO “NASCOSTO” DEL LAGO.
Il 14 novembre si è svolto il secondo laboratorio sperimentale che ha portato alla realizzazione di modellini in legno delle imbarcazioni tradizionali da pesca.

I ragazzi hanno potuto toccare con mano le difficoltà di un “maestro d’ascia” nella realizzazione dello scafo e di tutte le parti portanti dell’imbarcazione.
 
Dopo un’introduzione alla nomenclatura della barca da pesca del lago di Bolsena, i ragazzi in gruppi hanno iniziato le delicate operazioni di assemblaggio delle fiancate e del fondo della barca.
E le difficoltà nel piantare i primi chiodi sono arrivate subito! Molti di loro non avevano mai usato né martello né chiodi! È stata importante e ‘forte’ per loro riacquistare un gesto perduto nel tempo, nonostante tutta la tecnologia acquisita nei giorni nostri.
 

La semplicità dei movimenti, la precisione dei colpi sul fasciame da assemblare hanno dato nuova energia ai ragazzi, aiutati  da etno-archeologi sperimentali che spiegavano le fasi di realizzazione dell’imbarcazione.

A guidare i ‘gesti’ dei ragazzi la sapienza acquisita nel corso del tempo dal pescatore e modellista di Bolsena, che ha privilegiato tutti quanti della sua presenza e subito si è immerso tra i ragazzi aiutandoli a costruire la loro prima imbarcazione.

Per tutti la giornata è stata ‘preziosa’: tanti i consigli sulla costruzione, su come ‘usare le mani’ e tanti i racconti di esperienze passate e vissute direttamente dal pescatore!
Forse attraverso queste attività e attraverso la pratica abbiamo trovato il modo di tramandare e non far mai dimenticare le tradizioni, la cultura, la storia di un territorio e del suo patrimonio che non sarà più ‘nascosto’ se altri ed altri ancora lo raccontano e tramandano.

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