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IL RECUPERO DELLA TORRETTA DEL B-17 INABISSATASI NEL LAGO DI BOLSENA
Autore Shark
Venerdi - Maggio 31, 2013 1:49
IL RECUPERO DELLA TORRETTA DEL B-17 INABISSATASI NEL LAGO DI BOLSENA
Il 22 maggio 2013 il Centro della Scuola Sub del Lago di Bolsena e il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco di Viterbo hanno recuperato la torretta ventrale di una Fortezza volante B-17 dai fondali del Lago di Bolsena. 
La torretta con le sue due mitragliatrici (Sperry Ball), è parte di un aereo che durante la seconda guerra mondiale si inabissò sul lato meridionale del lago. 
Le ricerche dell’aereo iniziarono più di due anni fa, condotte da Massimiliano Bellacima, del Centro Ricerche della S.S.B. portarono all’
individuazione dei resti della Fortezza volante a più di 90 metri di profondità.
Max iniziò da subito i preparativi per un immersione sul posto, molte furono le indagini effettuate con videocamere filoguidate, Rov e side scan sonar, che gli hanno permesso di scegliere un punto su cui scendere.
Così nel luglio 2012 insieme ad Alessandro Rancely detto AleTech, iniziarono una serie di immersioni in cui riuscirono ad individuare la torretta del nostro aereo.
La torretta è una sfera di circa un metro di diametro, posizionata sotto la parte centrale del velivolo e dove all’interno operava un mitragliere. Poteva ruotare su 360 gradi e muoversi verso l’alto e il basso ed era armata da due mitragliatrici Browning 50. 
Interno torretta
Contemporaneamente alle ricognizioni subacquee iniziano, con Mario Di Sorte esperto del settore e appartenente al Centro Ricerche della S.S.B., le ricerche storiche. Le varie targhette e matricole che dovrebbero far identificare l’aereo però non sono sufficienti. È così che durante un immersione alla ricerca di indizi nel dicembre del 2012, Max si accorse di una scritta sulla torretta. Una semplice scritta dipinta a mano con vernice e perfettamente conservata: Ileen Lois. Per Mario la scoperta è sensazionale, è proprio grazie a questo nome riesce non solo a dare un’identità all’aereo, ma addirittura a ricostruire l’ultima missione e a rintracciare alcuni familiari dei piloti ancora in vita. 
Ileen Lois è la moglie del mitragliere situato nella torretta, il suo aereo era partito da Amendola (Foggia) il 15 Gennaio 1944 con altri 37 B-17 per una missione di bombardamento su Certaldo (Firenze). Su Perugia viene danneggiato a due motori dalla contraerea tedesca, lascia la formazione e, continuando a perdere quota, tenta di rientrare alla base.
Sulle rive del lago Trasimeno, per alleggerirsi, sgancia il carico di sei bombe e si dirige verso sud. Giunto nella zona di Radicofani, i dieci componenti dell’equipaggio si lanciano col paracadute: cinque di loro vengono catturati dai tedeschi e gli altri riescono a fuggire. L’equipaggio del comandante William Pedersen una volta abbandonato l’aereo, non riuscirono a vedere il luogo dove esso cadde . 
 
Dettaglio torretta
 Alla fine della guerra tutti, inclusi i prigionieri, rientreranno salvi in Patria. 
Le ricerche storiche hanno permesso di ricostruire i fatti e stabilire che il B-17 USAF matricola 41-24364, continuando a perdere quota, si inabissò nelle acque del Lago di Bolsena il 15 Gennaio 1944 alle ore 13.20 circa. 
Se nel lontano 1944 il mitragliere non avesse scritto il nome di sua moglie sulla Torretta, oggi avremmo nel lago i resti di un bombardiere americano, impossibile da identificare.
Le ricerche effettuate da Mario hanno permesso di entrare in contatto con i parenti dei componenti l’equipaggio e di conoscere le loro storie individuali, e soprattutto il dettagliato racconto di tutta la missione, incluso il lancio con il paracadute, la cattura da parte dei Tedeschi e l’avventuroso rientro alla loro base dopo 6 mesi. Tra le persone contattate c’è anche il figlio di Bernard Scalisi, un componente dell’equipaggio che riuscì a sfuggire alla cattura dei tedeschi.
Il lago di Bolsena rivestì un punto di particolare importanza durante la Seconda Guerra Mondiale. Le forze di occupazione tedesche insediarono diversi campi di aviazione intorno al Lago, in quanto punto di snodo e di controllo dell’area dell’Italia centrale. Il Comando Generale Tedesco e quello delle truppe corazzate restarono fino alla loro ritirata, prima dell’arrivo degli alleati nel Giugno 1944. Non a caso nei pressi di Bolsena si insediò il Generale Alexander con il Quartier Generale delle truppe alleate.
Il sollevamento della torretta
Lo specchio d’acqua fu durante il conflitto teatro di battaglie aeree di cui una particolarmente viva nei ricordi dei più anziani avvenuta nell’Aprile 1944, tra caccia Tedeschi ed Americani. Non dimentichiamoci che ancor prima, a Bolsena, e precisamente nel 1917 venne costituita sulle rive del lago una scuola di pilotaggio di Idrovolanti della Reggia Marina, che ha lasciato tutt’ora un vivo ricordo nella popolazione per le particolarità che l’anno contraddistinta. Ma queste sono altre storie …. 
 
Le operazioni di recupero non sono state affatto semplici e sono state eseguite in due fasi.
Nella prima fase i sub del Centro Ricerche Max e AleTech sono scesi a 90 metri e hanno agganciato una robusta cima alla torretta mentre il Nucleo dei Vigili del Fuoco operando a circa 10 metri di profondità ha iniziato il sollevamento della torretta operando con palloni utilizzando la così detta tecnica “degli ascensori”. Tutte le operazioni sono state documentate dagli operatori video del Centro Ricerche. 
Il pezzo dal peso di 450 Kg circa è stato portato ad una profondità di 25 metri, dove sono state effettuate tutte le operazioni per il recupero, e portato in superficie, è stato posizionato su una struttura realizzata, appositamente, con tubi innocenti e galleggianti dal personale dei VdF. Tutta la struttura è stata poi trasportata al porto di Bolsena, dove una folla di persone aspettava incuriosita. È stata 
sollevata dall’autogru dei Vigili del fuoco e, appena ha iniziato ad emergere dall’acqua, è scattato l’applauso del pubblico. Con cautela è stata posizionata su un carrello dove, dopo essere stata fotografata da tutti i presenti, è stata trasportata in un ambiente messo a disposizione dal Comune in cui sono già iniziate le fasi di restauro.
 
Alle operazioni di recupero hanno assistito ,oltre alle Autorità della Provincia, una rappresentanza dell’Ambasciata Usa in Italia e della Scuola Americana di Viterbo (School Year Abroad), oltre ad alcuni direttori di importanti musei storici nazionali.
 
Commenti:
Mario
#2
Maggio 31st, 2013 6:49 pm
Che bello quando si può vedere?
Egidio
#1
Maggio 31st, 2013 2:28 am
Bravi!!
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